Pigalle

 

Via Mura di Ponente

 

6, 7, 8, 9 agosto

 

 

EROS 800

La fotografia erotica

Mostra a cura di Alessandro Guaitoli e Franco Slomp

 

 

Ritratti senza veli, ammiccamenti e pose osé del XIX secolo offrono al pubblico un viaggio nella fotografia erotica della Belle Epoque tra buchi della serratura, immagini tridimensionali e stereocoppie.
Quando iniziò la prima fioritura della fotografia, tra il 1830 e il 1840, la sua funzione principale era considerata la produzione di ritratti degli individui.

I fotografi percepivano però che esisteva un mercato emergente al di fuori del ritratto.

Nacque così il commercio di fotografi e che ritraevano sculture, architetture, strade, paesaggi e, finalmente, nudi.

Nella prima metà dell’ ‘800, il nudo costituiva, assieme al ritratto e al paesaggio, uno dei soggetti preferiti degli artisti.

Così anche il nuovo mezzo espressivo, la fotografia, riprese questi temi.

Il tema del nudo ha sempre esercitato un particolare fascino sugli artisti e sul pubblico e da sempre la rappresentazione della figura umana è, per eccellenza, l’esercizio di maggior prestigio nell’ambito dell’arte figurativa.

Con numerosi pretesti, poi, come la danza, lo sport, l’esotismo e le scienze, il nudo fotografico, nato con un intento erotico, diventava pubblico e veniva introdotto “in società”.

Da qui alla terza dimensione il passo fu breve.

La tridimensionalità della visione aggiunge alla foto una sensazione di maggior verità, la sensazione di poter quasi toccare l’oggetto raffi gurato.
Sebbene all’origine la fotografia tridimensionale fosse un oggetto costoso da realizzare e da acquistare, essa ebbe una rapida diffusione.

La richiesta sempre più ampia di copie a scala ridotta di opere d’arte e di ritratti rifletteva l’esistenza di un mercato “borghese” in rapida crescita.

 

800 Festival Saludecio