La mostra documentaria e iconografica "Garibaldi:
un mito da riscoprire - la collezione Ottaviani",
elemento fondante del progetto pluriennale che il Comune di Saludecio intende
dedicare all’eroe dei due mondi, è allestita presso le sale delle ex
Carceri mandamentali del palazzo municipale saludecese.
L’esposizione, inaugurata lo scorso
9 giugno, è la prima di una numerosa serie di iniziative legate alla figura
di Giuseppe Garibaldi. Ma non solo: l’obiettivo finale che la contraddistingue, è quello
di essere trasformata in futuro, con i dovuti adeguamenti tecnici, in Museo
risorgimentale, entrando così a far parte del Sistema Musei della Provincia
di Rimini.
La realizzazione di tale significativo
progetto, oltre che dalla volontà dell’Amministrazione comunale, è resa
possibile dal rigore di Michele Ottaviani,
cittadino saludecese che da anni con ardore e
passione raccoglie ogni genere di cimelio e testimonianza relativi a Garibaldi
e al Risorgimento.
Le innumerevoli pubblicazioni dal 1850 a oggi, la divisa garibaldina di un "cacciatore
delle Alpi", le armi usate durante i combattimenti dell'epoca, notifiche
e decreti risorgimentali insieme all'interessante iconografia, sono
solo una minima descrizione di quanto esposto. Le nicchie della sala inferiore,
la più originale come architettura delle cinque sale espositive, sono ad
esempio dedicate alla promozione dell’immagine di Garibaldi, già a quel
tempo maestro di “marketing di se stesso”. La stanza raccoglie rarità curiose
e impensabili: dagli alari con la sua effigie, al raffinato segnalibri
ottocentesco ricamato a mano con il suo volto, dalla bottiglia a foggia
di busto garibaldino alle innumerevoli foto in cui si lasciava ritrarre
senza pudori, anche nei momenti di sofferenza.
Tutto questo e tanto altro ancora
nelle Sale delle ex Carceri, locali quanto mai suggestivi che ben
si prestano a una tale iniziativa, visto che risalgono proprio al XIX
secolo, quando il paese era il cuore della vallata e sede di mandamento.
Ideazione e direzione
artistica di Marisa Russo (Genius Loci)
Cantine di Palazzo Camaeti
Piedigrotta, la famosa Festa della canzone napoletana
dai tanti affascinanti significati simbolici, viene descritta in un iter
che interseca diverse culture primordiali. Analizzata e sintetizzata, è rappresentata
con foga creativa dall’artista Lavinio Sceral, pittore e scenografo, a partire da un’idea di Marisa
Russo, presidente della Cooperativa Sociale Genius Loci, che ne cura la
direzione artistica.
Dopo un’introduzione nell’habitat napoletano, il visitatore è introdotto
in un mondo di simboli, a partire dalla grotta-utero, sede della festa
ma anche originario luogo di riti orgiastici, per arrivare alla fertilità della
Madonna detta “della scarpetta”, portatrice dello stesso simbolismo di
quella famosa di Cenerentola.
E’ una mostra grafica-pittorica-scenografica-artistica interattiva in cui
il visitatore è coinvolto in un incalzante gioco simbolico, specchio
di una Napoli viva e prorompente.
NAPOLI
nell’800
Mostra di fotografie
dei famosi archivi Brogi ed Alinari,
e riproduzioni pittoriche dell’epoca che rappresentano la città tra architetture
e costumi dell’800
A cura di Marisa Russo
Via Pierino Albini
Dalle immagini della Festa di Piedigrotta a quelle dell’eruzione di cenere dal Vesuvio
del 1822, dalle decorazioni del 1834 di Tito Angelini e
Gennaro Calì al ponte di Chiaia,
ai lavori del 1886 nel famoso quartiere Santa Lucia che fecero scomparire
le sorgenti sulfuree e le varie fontane dell’arredo urbano; dalla Villa
Comunale del 1869 alla fondazione della Stazione Zoologica del 1872 ad
opera del biologo Dohrn, fino all’eruzione del
Vesuvio del 1858, che rende tale vulcano simbolo imprescindibile delle
rappresentazioni di Napoli, in questa mostra si susseguono vedute della
città partenopea nell’800.
Non manca Pulcinella, la discussa
maschera napoletana, che è presente in ogni festa. Mentre le sarcastiche
caricature dei “Posteggiatori” dell’epoca (cantanti ambulanti) conducono
alla Piedi-Grotta, dove nasce in tale secolo la canzone napoletana.
"IL BUCATO ARTISTICO"
Napoli la città dei panni stesi, ma anche città d'Arte
Ideazione di Marisa Russo
Via Pierino Albini
Non ci si può introdurre in un'atmosfera
napoletana senza immaginare un bucato steso al sole, al famoso caldo sole
di Napoli cantato nella famosissima canzone "O Sole Mio", divenuta
ormai un inno internazionale! Così si rappresenta Napoli, città libera
che espone senza pudore il suo bucato, spesso antiestetico, conseguenza
solo del poco spazio, della mancanza di terrazzi appositi, ma anche occasione
di comunicazione, per quel filo da un vicolo all'altro, che unisce diverse
famiglie in quel suono di voci a volte fastidioso, ma anche allegro, di
una città viva. Qui per Piedi-Grotta di Saludecio, le lenzuola vengono
dipinte in un'allegria di colori, per ricordare comunque Napoli come sofferta
città d'Arte.
I MURALES E LE INVENZIONI DELL’800
Si rinnova anche per il 2007 l’affascinante
tradizione del murales, nata nel 1991
in occasione della IX edizione di 800 Festival: un policromo e particolare percorso en plain air dipinto
dagli artisti di Ar.Per.C. (Arte Per Comunicare
- Associazione Culturale Artistica Ambientalista di Castellabate,
Salerno) sui muri delle case, dalle invenzioni più importanti
dell’ottocento (cinema, fotografia, radio, telefono ecc.) a quelle più curiose
(fumetto, ecologia, lametta, jeans).
Grazie a questa preziosa caratteristica,
Saludecio è uno degli elementi di spicco di Assipad - l’Associazione Italiana Paesi Dipinti,
che ha lo scopo di collegare, sotto il profilo culturale, le comunità italiane
che promuovono e valorizzano il patrimonio pittorico antico e recente realizzato
sui muri esterni delle abitazioni.
Come ormai da tradizione, anche
durante la XXV edizione di
800Festival saranno realizzati due nuovi murales,
dedicati a particolari invenzioni ottocentesche: l’invenzione del dado
per il brodo di carne ad opera di Kemmerich(esegue Michele Giglio) e La prima fabbrica
di candele steariche delle Americhe ad opera di G. Garibaldi e A. Meucci nel
1859 (esegue Mauro Trotta).
MERAVIGLIOSE VISIONI
Via Rialto
Una serie di “scatole nere” posizionate in via Rialto proprio
sotto il murales che raffigura l’invenzione della
Fotografia stereoscopica aprono con curiosità uno scorcio sulla storia
della città e dei suoi palazzi più rappresentativi.
In onore dell’invenzione ottocentesca di CharlesWheatstone il pubblico è invitato a guardare
dentro i misteriosi macchinari che riproducono affreschi, dipinti, architetture
e immagini dei palazzi più rappresentativi del borgo.
Ideazione
e ricerca: Giuliano Chelotti
fotografie: Alessandro Guaitoli
apparecchiature:
Claudio Lappi
L’ ATELIER
FOTOGRAFICO
Palazzo Scuola Media
Prosegue la tradizione di rievocare le vecchie foto dell’Album
di famiglia dell’800.
Tutti in posa, in costume d’epoca, con il classico fondale
dipinto, si mettono in fila per un prestigioso ritratto “virato seppia”.
Allestimento e Foto: Franca Romani
L’ OSSERVATORIO ASTRONOMICO
Presso l’Osservatorio N. Copernico di
Santa Maria del Monte – Comune di Saludecio ogni
sera, osservazioni al telescopio, audiovisivi e consigli per l’osservazione
della volta celeste. Per informazioni: tel. 0541/21082 dal lunedì al venerdì,
tel. 0541/857026 il sabato.